Dedicato a David Riondino
Ore 18.00, Via delle città etrusche
“Francesco Jullare di Dio” passeggiata con UGO DIGHERO e Carlo Vellutini (giornalista) Coordina Enrico Pizzi
Ore 19.15
“Il Cantico dei cantici”
Chiara Riondino (voce, chitarra), Francesca Breschi (voce, harmonium indiano), Fabio Battistelli (clarinetto) ripropongono un progetto di David Riondino
Ore 20.00
Aperitivo con i prodotti di La Pierotta (vini), Azienda agricola Luca Manini (olio), Caseificio Grosseto (formaggi)
Ingresso
€ 8 / Ridotto (Carta Insieme Conad) € 7

Ugo Dighero Attore e comico. Diplomato presso la scuola di recitazione del Teatro stabile di Genova, fonda con il regista Mario Jorio, la compagnia “Oltre immagine”. Con Maurizio Crozza forma il gruppo comico dei Broncoviz, la sua notorietà aumenta con “Mai dire Gol” e “Un medico in famiglia”. Lavora per la televisione e in teatro, attualmente è in tournée con lo spettacolo “Lu santo Jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame per la regia di Giorgio Gallione.

OMAGGIO A DAVID RIONDINO
Chiara Riondino Cantautrice e artista fiorentina, nota per il suo impegno nella musica popolare e nel teatro civile. Sorella di David Riondino, ha iniziato la sua carriera nel “Collettivo Victor Jara” attualmente collabora a vari progetti teatrali e musicali.
Fabio Battistelli Clarinettista e docente. Svolge attività concertistica in Italia e all’estero. Collabora stabilmente con: Dario Vergassola, Amanda Sandrelli, Lunetta Savino, Lina Sastri, Paola Pitagora e altri.
Francesca Breschi Musicista e cantante. Componente del Quartetto Vocale di Giovanna Marini della quale è assistente musicale e direttrice dei cori per le musiche di scena. Collabora con vari artisti tra i quali: Nicola Piovani, Elio De Capitani, Marco Paolini, Compagnia Lombardi-Tiezzi.

Sticciano
Borgo sorto in epoca altomedievale sulla vetta della collina che domina la sottostante valle dove sono venuti alla luce reperti di epoca romana. Il centro fu controllato, fin dagli albori, dalla famiglia Aldobrandeschi, mentre nel corso del XIII secolo venne ereditato da una famiglia locale che poi lo cedette agli Ardengheschi. In seguito, il luogo passò sotto il controllo di Siena, rimanendo sotto il dominio della Repubblica fino al 1555, anno in cui entrò a far parte del Granducato di Toscana.